Il Gufetto a Km Zero


martello

Una Comunità senza Memoria del Passato non ha Futuro

Parlando ad un Amico dell’invito di Giovanni Ronco a scrivere sul suo Blog, questo mi ha sottolineato che nel primo post era necessario presentarmi. Ma visto che dal 2009, anno in cui ho aperto il mio Blog, mi sono votato alla trasparenza della Rete, presentarmi a Voi attenti lettori sarà un gioco facile facile.

Volete conoscere il mio curriculum vitae? Cliccate qui!

Volete sapere del mio lavoro, reddito e proprietà? Cliccate Qui!

Soddisfatti? Io, no!

Già, perché quello che vi ho propinato sono solo numeri e dati, ma vi mancano ancora importanti pezzi del puzzle per capire chi sono e, soprattutto, non soddisfa il vecchio adagio “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”.

E quindi non mi resta che parlare di un mio Amico, anzi di un Grand’Uomo Tranese che troppo presto…

Foto Tommaso

Don Tommaso Palmieri

Sicuramente in tanti l’hanno riconosciuto in questa foto, scattata nei primi anni di costituzione della Parrocchia Santa Maria delle Grazie (comunemente detta “I Cappuccini”), siamo alla fine degli anni Ottanta.

Purtroppo da 10 anni, cifra tonda a luglio p.v., non abbiamo più la gioia di godere della sua intelligenza e della sua naturale predisposizione all’ascolto dell’altro.

E’ uno di quei Figli della Trani che non schiamazza e blatera, ma che preferisce essere impegnata a dare il proprio contributo alla Comunità.

Don Tommaso, creando una Parrocchia dal nulla, per vent’anni è stato il punto di riferimento (fisico e morale) per i Residenti di un Quartiere difficile (ex Zona 167, oggi Sant’Angelo), sempre in crescita in numero di Abitanti e di metri cubi di cemento.

A Lui, si deve la costruzione dell’unica struttura privata oggi presente che elargisce servizi, anche se prevalentemente di carattere religioso, in favore del Quartiere.

Una Struttura costruita da Don Tommaso, con il contributo in denaro, beni e ore lavoro gratuito di tanti; che fa da contraltare alle “Opere” promesse/annunciate/finanziate e ancora da realizzare nella Zona, a trent’anni di distanza dalla costituzione della Parrocchia.

Ma questa è solo l’Opera “materiale” di Don Tommaso, che si unisce alle tantissime “spirituali” erette, nei cuori e nelle menti di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e frequentarlo.

Ecco, nell’era di Facebook, dove postiamo i selfie con uomini del potere come simbolo di un prestigio effimero e passeggero, io preferisco “camminare” sentendo al mio fianco la presenza di Galant’Uomini come Don Tommaso, troppo presto dimenticati da una Società “usa e getta” della memoria.