Servizio… supplementare!

piccola

Fraterni saluti  a tutti,

subito ringrazio Giovanni Ronco per la possibilità che mi darà, quale Presidente dell’Unitalsi, Sottosezione di Trani Bisceglie Corato , di curare uno spazio dove scriverò, guardando al territorio, di Solidarietà Civile e di Carità Cristiana  .

Anche quest’anno è partito l’assalto al portafoglio dei cittadini, incessantemente sollecitati da Lotterie Benefiche, Stelle di Natale, Dolci e Panettoni della Solidarietà.

Facendo due conti , non sono meno di mille i volontari che in questi giorni fanno appello al nostro buon cuore ; a questi numeri si arriva guardando al solo territorio  di Trani, dove gravitano oltre 32 associazioni che si occupano di solidarietà, 11 Parrocchie con relativi gruppi interni ed un numero imprecisato di “professionisti dell’ elemosina“ che girano in Città.

Come muoversi in questa situazione che sembra una giungla solidale  ?

I cittadini, che hanno capito, si sono fatti furbi : escono ad orari improbabili,  tipo primissimo pomeriggio, hanno propri percorsi di sopravvivenza natalizia, evitano strade e piazze affollate, dove di sicuro trovi la bancarella solidale, assumono atteggiamenti manageriali, facendo finta di ricevere una telefonata importante e discutono con gli amici e parenti come se fossero seduti ad un Consiglio di Amministrazione durante il quale non puoi assolutamente essere interrotto.

La questione invece è seria perché verso qualsiasi forma di solidarietà vi è una diffusa indifferenza che tende a livellare ogni specificità associativa… della serie ‘siete tutti uguali, perché tutti cercate soldi‘.

Provo sinteticamente a far comprendere che esiste una differenza abissale tra ‘il dare una elemosina’  ed  ‘il fare la Carità’ : la prima va incontro , non favorendone l’inerzia , ad una temporanea indigenza non voluta dai fratelli , la seconda si pone come edificatrice e progettuale della nostra prossimità, nell’ esercizio cristiano di mettersi nei panni altrui  , impegnandoci a far sì che il nostro dono venga a sua volta donato e che ciò che noi daremo, sia prima di ogni cosa, quello che siamo… “uno sguardo che accoglie, una mano che solleva e accompagna, una parola di conforto ed abbraccio di tenerezza“ (Cit. Papa Francesco).