A CHI COME ME

caone

 

Ho iniziato a scrivere su questo blog,quasi un anno fa,a pochi mesi dalla maturità.

Superati i cancelli della scuola,ho avuto anche io l’impressione di ritrovarmi per una selva oscura che la diritta via era smarrita,ero ferma ad un bivio,davanti al quale,probabilmente,in questo periodo tanti ragazzi si trovano: scegliere una facoltà che mi avrebbe “garantito” un lavoro oppure frequentare un indirizzo di studi che un giorno mi permetta di realizzare il mio sogno.

E così,ve lo dico francamente,dopo tante notti insonni,non ho deciso di iscrivermi a Medicina,né ad Ingegneria e tanto meno ad Economia.

Oggi sono iscritta alla Facoltà di Lettere Moderne dell’Università di Bari. Considerata per molti inutile in un mondo che corre alla velocità della luce ,nell’era della grande tecnologia, della ricerca scientifica e del progresso.Una facoltà definita da un giornalista,in un suo articolo che scatenò la polemica sugli studi umanistici, un lusso che dovrebbe concedersi solo chi se lo può permettere.

Dalle considerazioni di molte persone,io risulterei una pazza e al 99,99% anche con un futuro da disoccupata,molto incoraggiante direi! Probabilmente hanno ragione o forse sbagliano,questo ad oggi nessuno lo può dire ma ho preferito scegliere la mia felicità, il mio sogno e spero anche il mio futuro per non arrivare un giorno,con qualche rimpianto,a chiedermi “Ma se ci avessi provato?”. Poi mi è bastato sentire le parole di un professore durante la sua prima lezione per capire che avevo intrapreso la strada giusta e forse la più pericolosa: “Chi conosce il significato delle parole e sa come usarle ha un potere enorme:ti fa vedere le cose come vuole.” Infatti nelle aule di quella facoltà non si insegna solo la letteratura ma l’arte del pensare,quella del parlare e del saper scrivere.  Essendo la parola un elemento che usiamo quotidianamente ci appare accessibile ma a volte sottovalutiamo il suo potere,tutto gira intorno ad essa. La parola crea il volto del nuovo politico, la vendita dell’ultimo prodotto, la pena al condannato,il sapere di uno studente,il giudizio,il cuore e la mente.

Quando un anno fa il professor Ronco mi ha proposto di scrivere per il suo Blog,mi ha chiesto di portare la voce dei  giovani che spesso non riescono a farsi ascoltare, ha voluto squarciare quel velo che a volte divide i giovani dal mondo degli adulti troppo occupati ad etichettarci come dei viziati,fannulloni e bamboccioni. Mi piace pensare che a volte alcuni di loro invidiano la nostra età e vorrebbero tornare indietro,questo spiegherebbe il ricorso alla chirurgia,la palestra e la dieta. Fate bene ad invidiarci,stiamo vivendo gli anni più belli della nostra vita,per questo possiamo ancora prenderci il lusso di sbagliare, osare, rischiare, intraprendere una strada e poi cambiarla all’ultimo incrocio. Un anno dopo io non so ancora perché il professor Ronco abbia scelto me ma oggi colgo il privilegio di avere questo spazio per dire ai miei coetanei di essere gli unici padroni del loro tempo, di fare le scelte che un giorno vi permetteranno di diventare chi avete sempre voluto essere e se oggi volete continuare a studiare,intraprendere un nuovo lavoro,prendervi un anno di libertà,viaggiare e conoscere il mondo,fatelo! Non sentitevi mai dei pazzi quando non sarete capiti o sarete giudicati e pensate che qui c’è una pazza come voi,siamo tutti sulla stessa barca. A volte ci prenderanno per degli illusi ma io le favole le ho smesse di leggere da un bel po, non ho mai pensato che il mondo non possa diventare un posto migliore ma non sono così stupida da credere che il mondo possa cambiare se non parto da me. Se il mio primo articolo un anno fa terminava con una domanda “E ora chi fa la rivoluzione?”,oggi vi rispondo che potete stare tranquilli perché ci penseremo noi!

COCCI VOSTRI

piccola111ritagliata

TUTTI IMBOSCATI NELLE CUCCETTE DI FB

E smettiamola di nasconderci su FB! E’ in arrivo una seduta infuocata del prossimo consiglio comunale, compresa la prossima ancora, e consiglieri comunali cominciano a scrivere post velati, allusivi a quello che, di brutto, potrebbe succedere. Ma alzatevi in consiglio e dimettetevi piuttosto che chiudervi nella cuccetta calda di Fb dove potete dire e non dire, mandare un segnale di fumo, terrorizzare Stecco Umano, alias il Sindaco, mandare messaggi cifrati. Che si abbia il coraggio di dire che la barca è arenata, insabbiata, spaccata (il climax proustiano rende l’idea?). Perché si parla nelle riunioni di maggioranza, coi giornalisti, da soli nel bagno mentre ci si rade o ci si trucca o alla Robert De Niro mentre si ripete allo specchio quello che si vorrebbe dire ma non si osa parlare nella sede deputata, il Consiglio comunale. Il sindaco non scrive più manco su FB: ha capito che ormai è tutto inutile e bisogna lasciarsi mangiare dagli squali, come i due protagonisti del film “Open water”. Qui non abbiamo la coppia di sposini che, per andare dietro una murena, perde la squadra di sub con i quali stava facendo un’escursione subacquea, rimanendo per due giorni in aperto oceano, finchè gli squali non la fa fuori a morsi, dopo una lunga e disperante agonia. Qui la coppia è quella ormai unita nell’affondamento finale, da sola costituisce un personaggio “due in uno”, quel Ferry Botty già comparso in alcuni miei articoli su Traniviva. I consiglieri – squalo sono esasperati da provvedimenti portati avanti senza il loro coinvolgimento, da assessori che non rispondono più ai loro input, da uno scollamento totale tra le due parti e sono pronti prima o poi ad azzannare la coppietta più precaria della storia della politica tranese degli ultimi vent’anni. Un tutti contro tutti finale, o meglio, un tutti contro due, che porterà prima o poi al regolamento di conti finale. Sempre su FB ieri Tommaso Laurora ci e si chiedeva come mai il portavoce di Trani a Capo lo avesse tirato in ballo in riferimento ad una supposta iniziativa del consigliere PD, sosia di Alfarano barlettano, a favore del ristornate “Le lampare” nell’ambito della lunga querelle a voi nota. Tommà ma noi che ne sappiamo? Ma fai una telefonata al portavoce di Capo Horn e non ti mettere pure tu nella cuccetta di Fb. Che è già piena. Non c’è posto. Pure Paco fratello d’Italia usa FB per dire che l’iniziativa Traninforma potrebbe essere, un modo per noi giornalisti, per attingere notizie e pettegolezzi, sparando nel mucchio, e mettendosi nella cuccetta pure lui: c’è giornalista e giornalista caro Paco: c’è chi passa la vita su Fb a dire quello che fai tu o ad interloquire sul nulla. Ma c’è chi, lontano da Fb, prende retroscena e notizie direttamente dai protagonisti più o meno noti, facendosi il cosiddetto mazzo. Prima di scrivere, fatti un giro di caffè e telefonate.

Un ultimo pensiero: ma visto che quelli di Laboratorio Democratico di Trani c’hanno un sacco di soldi, perché non pagano un corso di lezioni private a Gianni Pittella che ieri sera ho sentito parlare in inglese, in un video mostrato nel programma “Carta Bianca” e mi si è letteralmente accapponata la pelle? E pensare che questo signore stava pure per diventare presidente del Parlamento Europeo. Poi hanno eletto Taiani e pure quello non scherzava con l’inglese. Infatti lo faceva moderatamente a pezzi nella pronuncia. Ma Pittella lo faceva proprio a brandelli. Viva l’Italia. Viva la cuccetta. Viva Trani.

COCCI VOSTRI

SIGNORI E SERVI 2.0

piccola111ritagliata

 

Ho deciso di riattivare il blog a pieno regime perché la Città mi sembra sempre più lasciata sola dai Poteri, che, dalle Istituzioni, dovrebbero guidare e orientare i cittadini. Credo che questo blog, nel suo piccolo, possa tornare a costituire un porto d’approdo delle vere esigenze e segnalazione delle problematiche di questo nostro territorio, unitamente al mio impegno, ormai già da sei mesi rilanciato sulla testata on line Traniviva. Vedo che il pubblico ha gradito e intendo andare avanti. Trani ed il nostro territorio vivono uno scollamento sempre più impressionante e deleterio tra chi sta nelle Istituzioni e vive solo per sistemarsi tramite la politica, col riposizionamento continuo ed il bacio al potente (scandalosi quelli che si stanno vedendo ultimamente, specie nel PD: da Emiliano a Renzi, da Renzi a Orlando) ed i cittadini comuni che affogano tra mancanza di servizi, assenza d’iniziative concrete, tasse a fondo perduto, senza ritorno di alcun genere. Credo che la stampa debba tornare a fare il suo mestiere di collante tra queste due realtà sempre più staccate tra chi vive di privilegi e continue ricerche di escamotage per raggranellare poltrone e incarichi, ed i tanti cittadini alle prese con stipendi esigui, lavoro precario, mancanza di parcheggi, strade dissestate, discarica abbandonata a se stessa, ambiente trascurato; l’ incapacità di cogliere nello sguardo delle persone comuni lo spaesamento, la delusione, la rabbia, lo scoramento, la rassegnazione a seconda dei casi, è il bigliettino da visita di chi sta governando una città d’arte e tradizione politica di livello come Trani, come se guidasse un’auto con le marce in prima, seconda, folle. Mai un’accelerazione. I social stanno completando quest’opera di anonimato politico: interventi pallidi che ogni tanto fanno capolino, video che vorrebbero surrogare quell’assenza sul territorio. Una dimensione da politici con la puzza sotto il naso, un’idea di politica e impegno sociale da perenne circolo snob, un’oligarchia di fatto che tiene soltanto conto di quei pochi che gravitano intorno ad un concetto di numero (voti in Consiglio), appoggio a chi conta, peraltro precario e aleatorio (oggi stanno con uno, domani con l’altro) e ignora la massa di persone che studiano, lavorano e vivono come se non avessero più una struttura governativa moderna a sostegno, ma chiusi nel loro cortile, intenti solo a campare, riprodursi, mangiare, dormire, non più stimolati su nulla, chiusi nel terreno della loro quotidianità. Buoni solo per lavorare, pagare tasse e dare voti quando arrivano le elezioni. Trattati e considerati come servi della gleba 2.0 durante una nuova era feudale. Rivolgiamo politici da strada, magari un po’ grossolani, ma che puzzano di sudore, non di borotalco e dopobarba francesi (non me ne voglia il signor Sabba).

IL GRANDE DONO DI ESSERE DONNE

caone

Donne, oltre le gambe c’è di più cantavano Sabrina Salerno e Jo Squillo al festival di Sanremo del 1991.Eh già, ci abbiamo messo del tempo per farlo capire a voi uomini! C’è una persona, una sensibilità, un turbinio di emozioni (a volte anche troppe tutte contemporaneamente), un modo di pensare oltre alle nostre gambe slanciate da un tacco 12.

Siamo sempre state abituate a lottare per conquistarci semplicemente il diritto di essere donne.

Abbiamo dovuto combattere per ottenere la parità dei sessi, il diritto di voto, l’equiparazione salariale, il diritto all’istruzione, la nostra libertà, la parità di trattamento e di opportunità sul lavoro tra uomo e donna, il riconoscimento del femminicidio. Siamo sempre state abituate ad ottenere le cose da sole con la nostra forza, determinazione, caparbietà e abbiamo dovuto spesso scontrarci con l’ignoranza e la cattiveria di maschilisti e cafoni.

E oggi siamo diventate imprenditrici, dottoresse, donne della politica, professoresse, regine del cinema, della televisione e della musica, studentesse, protagoniste dello sport, della scienza e della letteratura e contemporaneamente siamo rimaste buone madri, mogli, figlie.

Abbiamo rappresentato lo stile e l’eleganza da sempre, rivoluzionando il mondo della moda con Coco Chanel, abbiamo vinto il Nobel per la Pace per aver aiutato poveri, malati con Maria Teresa di Calcutta, abbiamo rivoluzionato la musica jazz con la voce di Ella Fitzgerald, abbiamo esplorato lo spazio con Samantha Cristoforetti, ci siamo impegnate nella ricerca scientifica con Rita Levi Montalcini, abbiamo  contribuito all’educazione e alla formazione dei bambini con Maria Montessori, abbiamo dipinto la realtà con Frida Kahlo, siamo state il simbolo del movimento per i diritti civili con Rosa Parks, abbiamo scritto poesie con Saffo, abbiamo scoperto il mondo dell’astrofisica con Margherita Hack, abbiamo rischiato la vita per il riconoscimento dei diritti delle donne nei paesi dei regimi talebani pakistani con la giovane Malala Yousafzai, abbiamo segnato la storia della politica con la regina Elisabetta I, Hilary Clinton, Michelle Obama, abbiamo dominato le classifiche sportive con Sara Simeoni, Serena Williams, Federica Pellegrini,Carolina Kostner

Nel giorno della festa delle donne celebro il Woman Power per ricordare le donne che ogni giorno con un piccolo gesto cambiano il mondo, per ricordarvi che non siamo più il sesso debole. 

Oggi niente mazzi di mimose, portateci rispetto e lo considereremo il più bel regalo che possiate farci.

Oggi il mio augurio va a noi, alle donne forti, a quelle che sanno ridere di se stesse e che si amano così come sono ,a chi combatte ogni giorno contro la violenza di un uomo o l’orrore della malattia, alle donne in rinascita, a  chi si sta rimettendo in piedi dopo una catastrofe perché non è mai finita per una donna, a chi nasconde le lacrime, alle donne che non si piacciono e sono una meraviglia, a quelle che si stanno scontrando in un nuovo lavoro, che non credono nelle loro potenzialità, a quelle che nascondono la paura di affezionarsi a qualcuno dietro la scusa di bastare a se stesse, alle donne che combattono contro i pregiudizi, alle donne fragili, alle donne che sono sempre troppo severe con se stesse.

Auguri alle donne dimenticate, umiliate, non tutelate, sfruttate, uccise perché oggi dobbiamo ricordarci anche di loro e farci un esame di coscienza.

Auguri alle donne di ieri per quello che hanno fatto per noi.

Auguri alle donne di oggi per il ruolo che occupano nella società e nella famiglia, per aver dimostrato che i tempi di chi “dice donna dice danno” sono passati.

Auguri alle donne del futuro, a loro auguro di essere sempre ribelli, sognatrici e rivoluzionarie.

E infine un augurio speciale alle donne della mia vita:

a mia madre, una lavoratrice, mamma, moglie speciale;

a mia sorella, alle mie nonne e a tutte quelle che fanno parte della mia famiglia perché loro sono la testimonianza della forza delle donne;

alle mie amiche perché mi hanno insegnato il vero valore dell’amicizia, a loro che ci sono sempre state, a loro che sono la mia forza;

alle “mie” lettrici che mi hanno dedicato una parte del loro tempo.

Auguri a noi che abbiamo ricevuto il grande dono di essere donne.

E CADRÀ NELL’OBLIO

caone

La tragedia dell’Hotel Rigopiano ha tenuto tutti gli italiani con il fiato sospeso per giorni davanti la televisione,speranzosi di trovare ancora qualcuno in vita tra quell’accumulo di neve e macerie.  Una settimana dopo,a termine delle operazioni di soccorso,questi i numeri del dramma: 29 morti e 11 sopravvissuti.

Le immagini del salvataggio di alcuni degli ospiti dell’Hotel mi fanno sempre lo stesso effetto,mettono i brividi,mostrano contemporaneamente la bellezza e la cattiveria della vita,ti da e ti toglie tutto in un secondo,

un attimo prima sei in vacanza,un attimo dopo ti ritrovi nell’ombra della morte,un battito di ciglia e tutto cambia.

In questi momenti ti accorgi di quanto sia imprevedibile,breve,grande,strana,unica e misteriosamente potente la vita,inizi ad apprezzare le piccole cose,inizi a credere che “Carpe Diem” come filosofia di vita non è poi tanto così sbagliataperché domani potrebbe essere troppo tardi.

La tragedia di Rigopiano ha mostrato due lati diversi del nostro Paese: l’Italia che non muore,che lavora,che spera, formata dai Vigili del fuoco,dalla Protezione civile,dai medici, dagli uomini del Soccorso alpino,dai volontari, da chi quel giovedì notte ha raggiunto l’hotel con gli sci  e da chi ha scavato ininterrottamente per giorni e poi c’è l’Italia da dimenticare, quella dell’abusivismo,della cattiva organizzazione, degli strumenti per le emergenze che non arrivano o che non funzionano,dei ritardi.

Dopo una tragedia come questa ci si interroga,si pongono sempre le stesse domande,”Come è potuto succedere?”,” Si poteva evitare?”, si cercano le cause e i responsabili,”Chi è il colpevole?”. C’è chi da la colpa al sindaco,o a chi non ha ricevuto il bollettino sul rischio valanghe, a chi non ha creduto alle telefonate di aiuto, a chi non ha verificato la situazione, a chi non aveva fatto evacuare la zona o non aveva provveduto alla liberazione delle strade,a chi non ha mandato gli strumenti per iniziare le operazioni di emergenza. Tutti sotto accusa, l’unico colpevole da escludere sicuramente è la natura. Una nevicata eccezionale,che non si vedeva da anni, e la terra che trema nello stesso momento è un evento che si fa fatica anche solo ad immaginare, sono fenomeni che non si possono prevenire,che l’uomo non avrebbe potuto evitare ma con quelle condizioni meteo annunciate si sarebbe dovuto pur far qualcosa.

Il problema principale,forse sottovalutato, è la posizione di quell’albergo,costruito alle appendici del massiccio del Gran Sasso,su detriti di valanghe precedenti. La struttura aprì i battenti nel 1972 ma venne ristrutturata nel 2007,quando fu dotata di tutti i confort come centro benessere e piscina. La storia dell’albergo fu segnata da un processo per presunto abuso edilizio conclusosi con una assoluzione a Novembre. Ma di cosa ci stupiamo? L’Italia è il Paese in cui il sindaco di Licata,un paese della Sicilia, è stato querelato e lasciato solo nella lotta all’abusivismo edilizio,perchè aveva deciso di demolire le villette abusive costruite a pochi metri dal mare. 

L’Hotel Rigopiano,nonostante la sua posizione, era una grande opportunità per quel paese, offriva lavoro ed era il polo d’attrazione per il turismo, per questo è stato sempre difeso.

Per ripartire nel nostro Paese ci vuole solo una grande pulizia morale,un cambiamento culturale.

A chi penserà,permetterà,costruirà un nuovo edificio abusivo o semplicemente a chi,in un futuro, non svolgerà bene il suo lavoro,al politico, all’ingegnere, all’operatore telefonico del Pronto soccorso,a chiunque ha una grande responsabilità,auguro di non dimenticare mai il volto e le storie delle vittime di questa tragedia. Auguro di pensare ad Edoardo e Samuel, i bambini che hanno perso i loro genitori sotto quell’albergo, a Francesca,estratta viva, che si trovava lì per festeggiare i cinque anni di fidanzamento e che ha perso il suo compagno, a chi lavorava in quell’albergo, alle coppie, a Federica che ha lasciato la sua tesi di laurea sulla tomba dei genitori,ai gruppi di amici in vacanza quel maledetto mercoledì, a chi ha perso un fidanzato, una sorella, un amico, un figlio, una moglie. Auguro di non dimenticare.

Siamo un popolo che parla di terremotati solo quando c’è il terremoto,abbiamo dimenticato l’Emilia Romagna,l’Aquila, Amatrice e tra qualche settimana anche Rigopiano cadrà nell’oblio. Una tragedia sostituisce l’altra, si passano il testimone come se stessero correndo una staffetta a squadre. Elaboreremo il lutto con un Amen e andremo avanti.

Il segreto per evitare la prossima tragedia? Non dimenticare per non rendere la morte di tutte quelle persone inutile,ricordare quello che è successo e a cosa ha portato e cercare una soluzione per evitarlo,per prevenirlo.

Il segreto per il futuro è nel passato.

IL SINISTRO MANCINO

dtovsa

LA MEMORIA

Dopo qualche settimana di silenzio, ho deciso di scrivere un nuovo articolo. Una lunga meditazione, mi ha spinto a farlo.

Il 27 Gennaio è la data ufficiale stabilita dagli stati membri dell’ONU della giornata della memoria. Vale a dire, una giornata scelta per la commemorazione delle vittime dell’olocausto.

Il nome non lascia alcun dubbio, “giornata della memoria”. Siamo sicuri di avere “memoria” e di aver capito ed imparato dagli errori del passato?

A parte le doverose e sacrosante commemorazioni, nella giornata del 27 Gennaio, a mio avviso il ricordo deve avvenire ogni giorno. La storia insegna e ci deve far capire cosa non bisogna più ripetere.

Fin qui, penso che siamo tutti consapevoli e coscienti.

Ora, vorrei riflettere su cosa accade ai giorni d’oggi. La memoria ci ha insegnato tanto e ci ha donato un mondo migliore dove gli uomini vivono in pace e amore?

Assolutamente no!

Vi faccio qualche esempio frutto di una mia riflessione:

  • non ci sono più Guerre Mondiali, ma ci sono comunque migliaia di vittime causate da combattimenti a fuoco;
  • ogni giorno sui social la gente si scaglia contro gli immigrati;
  • l’attuale presidente degli Stati Uniti Donald Trump vieta momentaneamente l’ingresso nel territorio statunitense dei cittadini provenienti da alcuni Paesi ed è pronto a costruire un muro al confine col Messico;
  • in tv le notizie di cronaca nera sono all’ordine non del giorno ma dell’ora.

In riferimento all’ultimo punto provo sgomento e un vuoto dentro quando sento notizie di genitori uccisi per mandato del proprio figlio.

Discussioni e litigi anche molto bruschi per partite di calcio.

Potrei citare tante vicende.

Inoltre, 70 anni fa Primo Levi terminava la scrittura del libro “se questo è un uomo” che raccontava la sua esperienza ad Auschwitz. Nonostante gli anni passati, bisogna lavorare molto sulla nostra memoria.

Questi giorni, ho trovato in rete un video pubblicato dalla trasmissione televisiva Gazebo. Devo dire che mi ha colpito molto…

Nel video ci sono due persone: un anziano e il suo nipotino.

Al mugugnare del nipotino, il nonno cerca di capire le ragioni. Il nipote gli fa capire che ha usato tutta la memoria del cellulare per caricare delle canzoni ed è questo il motivo del suo stato d’animo. Il nonno gli chiede se avesse imparato qualcosa da quelle canzoni. Alla risposta negativa da parte del nipote, il nonno risponde dicendogli che ha solo riempito la memoria ed è ora di utilizzarla.

Il messaggio è chiaro, la memoria deve servirci come lezione di vita.

Vi aspetto col mio prossimo articolo e spero che questo articolo vi faccia meditare insieme a me.

COCCI VOSTRI

L’ ECOERRE CI FECE UN BAFFO. E’ORA DI SFONDARE PORTE E SPACCARE I TAVOLI.

piccola111ritagliata

Eravamo cittadini più reattivi 15, 20 anni fa? Ricordo le paginate, i sit in, i cortei contro la discarica di rifiuti speciali. Ricordo il via vai da e per Bari, gli ambientalisti sul piede di guerra, gli striscioni ed i giornali locali che facevano le campagne all’ultimo sangue. Allora, tutto quello che combinammo, rivolte, lettere ai direttori (allora non c’erano le fregnacce via FB – comunque quelle fregnacce non erano-), cartelloni scritti per terra dagli studenti, Di Gregori vari pancia a terra a contestare e rilasciare interviste, cazzi e mazzi – come direbbe Verdini- e tutto il resto, fu per una cosa che ancora non c’era e fu battaglia sacrosanta. Oggi, che nichel e manganese e chissà cos’altro salgono, che una discarica non più potenzialmente nociva, ma concretamente dannosa, sono lì a ricordarci che è tutto vero, reale, resta solo qualche refolo di protesta dai movimenti e comitati cittadini.

Nessuno fa campagne, nessuno comincia sit in, nessuno denuncia apertamente e le istituzioni non voglio dire che siano ferme, per obiettività, ma si muovono, per passarsi questo pallone avvelenato alla moviola, per giunta. E’ di ieri la dichiarazione di un assessore all’ambiente, inutile ricordare che trattasi di traense, che invece di esprimersi per comunicati e post, potrebbe andare a sfondare la porta del sindaco (con tutto il rispetto per gli amici dell’ufficio di gabinetto ed un occhi di riguardo per l’ottima signora Capogrosso, sempre gentilissima) e dirgli di mettersi con lui a tavolino, “i soldi la Regione li ha messi, ora tocca ad altri agire”, ha scritto.

E’ ora di dare un calcio alla Befana e di risolvere il problema. L’amministratore Guadagnolo in tutto questo che fa? Vuole andare, l’assessore a bussare alla porta di quel stramaledetto ufficio e poi raccontarci che cacchio gli risponde? I cittadini hanno votato prima Bottaro e poi Santorsola perché risolvessero i problemi, non per vederli passarsi il pallone nello spiazzo di Palazzo di Città, o a giocare “acannone” lanciando la palla da Bari e rilanciandola da Trani.

Nel frattempo si è stati velocissimi licenziare il direttore tecnico dell’Amiu – qui c’è una causa in corso e non ci pronunciamo ancora-; se ci fosse stata la stessa velocità nella bonifica della discarica e del territorio, ora saremmo qui a raccontare un’altra storia, senza befane, letterine ed assenze delle istituzioni dagli incontri che contavano per discutere e risolvere. Tanto per fare un esempio, un nostro informatore ci ha fatto sapere che una decina di giorni fa in Regione a Bari è stato organizzato un incontro tra vari movimenti ambientalisti pugliesi per parlare di impianti di compostaggio. Emiliano, non potendo partecipare si fece rappresentare da Grandaliano,commissario dell’agenzia regionale dei rifiuti e da un altro funzionario del settore ambiente. I due dissero che di lì a poco aspettavano l’arrivo di Santorsola, che però a quell’incontro non prese mai parte. Assessore lei deve diventare in questo 2017 un presenzialista assoluto vista la situazione tranese; rinunci a letterine e post e cominci ad andare a sfondare porte e battere pugni sul tavolo, perché la situazione è grave. Chi difende Trani in questo momento?

I movimenti possono fare la loro parte, ma volete mettere un assessore regionale, per giunta con un’amministrazione che in campagna elettorale ci spiegava col dito alzato (quello indice, sia ben inteso) che il fatto di avere lo stesso colore del governo regionale e buoni rapporti con chi stava nella stanza dei bottoni sarebbe stato un assoluto vantaggio. Ieri ci dicono voci di Palazzo ben informate, c’è stata una riunione fiume tra i vertici Amiu e l’amministrazione (stavolta c’interessa più della riunione del PD). Ci sarà stato finalmente qualcuno che ha battuto i pugni e chiesto dimissioni? Ora la città dovrebbe cominciare un sit permanente virtuale, almeno quello, altro che fregnacce da FB e post da sussidiario di quinta elementare. MUOVETEVI!

DISASTER XXI di Pinuccio Tarantini

102-108

Fiuuuu….meno male !

Meno male che la stampa locale e quella nazionale non hanno dato peso alcuno ad una notizia – bomba !

Dunque, nella ridente città di Trani viene ricercata con un bando pubblico una figura professionale per rimpinguare lo staff del Sindaco e si presenta una ( in cifre 1) unica concorrente, una persona sola, che, ovviamente, se lo aggiudica.

Quindi con tutti i giovani disoccupati, laureati e non, che dicono esserci a Trani, non ve ne è stato uno che abbia ritenuto di dover/poter partecipare a questa selezione, uno che possedesse titoli e qualità per poter ambire a collaborare con il Primo Cittadino della propria città.

Meno male che non se n’è accorto nessuno, altrimenti sai che fama ci saremmo fatti !

Altro che la Svizzera, la Finlandia, la Norvegia, è qui a Trani che c’è il tasso di occupazione giovanile ( e non solo ) più alto del mondo; con questo presupposto verremo invasi da tutti quegli scarti della gioventù italiana ( per dirla con il ministro Poletti) che se ne sono andati all’ estero pensando che lì e solo lì avrebbero potuto coronare le loro aspirazioni. Non vi è più alcun bisogno di emigrare, si può venire a Trani se si vuole lavorare.

Ma Tarantini , che cavolo dici, starete pensando, la selezione non era aperta a tutti, era rivolta solo a persone che fossero già nei ruoli della Pubblica Amministrazione !

Scherzi a parte, io di questa cosa sarei ancora più preoccupato.

Non del fatto che la vincitrice sia stata una attivista a sostegno del candidato sindaco PD sconfitto ad Andria nelle ultime elezioni amministrative ( il PCI/PDS/PD ha fatto scuola su come sistemare nelle pubbliche amministrazioni i propri esponenti, specie se ex dipendenti che il Partito non poteva più permettersi il lusso di pagare dopo che i rubli da Mosca non arrivavano più e la Legacoop ha iniziato a badare più al business che alla “cinghia di trasmissione”), ma dalla constatazione , più seria, che di tutti i dipendenti della Pubblica Amministrazione italiani , solo una abbia accettato di rispondere alla chiamata del Sindaco di una delle città più belle e accattivanti d’ Italia per un ruolo, tra l’altro, apicale e di grande prestigio.

Certo resta pure il dubbio, amaro, che se ad Andria avesse vinto Fortunato e non Giorgino, al bando nostro non avrebbe risposto nemmanco una persona…

Perché mai ? Cosa è accaduto alla Trani nostra perché passasse da approdo definitivo di magistrati, cavamonti, militari, calciatori, insegnanti e così via, provenienti da tutta Italia, a luogo privo di qualsiasi appeal ?

Strano destino il nostro, quando li andiamo a prendere per collottola da non so dove, ci toccano i Danisi e i Guadagnuolo; se invece facciamo un procedura aperta e libera, ci risponde soltanto una concorrente.

C’è poco da fare, una volta eravamo considerati una città snob ed elitaria, ora, evidentemente, non siamo più portati per la selezione…

 

BABBO,DA TRANI, C’È POSTA PER TE!

caone

Caro Babbo,

ormai il Natale è alle porte e quest’anno anche qui a Trani si respira finalmente aria di festa,luci e canti natalizi decorano le strade della città. Immagino tu sia molto occupato in questo periodo,la tua casella postale sarà già strapiena di email e WhatsApp zeppo di messaggi,alcuni probabilmente ancora non visualizzati.So di non avere più l’età per scrivere le letterine ma qui, Babbo, abbiamo proprio bisogno del tuo aiuto,non sappiamo più a chi appellarci,tu sei la nostra unica ed ultima speranza.

Prima di stilare la lista dei desideri,alcuni avvertimenti per te:

1)  Stai attento a dove vai con la slitta o dove la parcheggi, ora c’è la Ztl ( ci stiamo modernizzando anche noi) e non vorrei ti arrivasse una bella multa come regalo di Natale, è già successo a molti cittadini tranesi che non hanno ancora capito se devono passare o meno con il varco attivo.

2)Se sullo stradone la viabilità ti sembrerà molto lenta,stai tranquillo,è normale, in quel tratto la velocità massima consentita è di 50 km/h ma a volte la gente non arriva neanche ai 20 km/h! Probabilmente sarà la paura di superare il limite imposto.

3)  Ormai Babbo anche tu avrai raggiunto una certa età,senza offesa eh, quindi sii prudente quando atterri,ultimamente le strade non sono in ottime condizioni e sono anche pericolose,non vorrei ti facessi male. Ah a proposito, visto che ci sei portaci anche qualche sacco di asfalto,qui non basta mai e se anche i tuoi elfi stanno soffrendo la disoccupazione e stanno cercando lavoro,noi accettiamo anche il loro aiuto per ricostruire le strade.

Ora inizio con la mia lista dei desideri.Babbo non ti preoccupare cercherò di non pretendere troppo.

Vorrei dei computer per tutte le scuole,come il Liceo Scientifico Valdemaro Vecchi,la scuola elementare Cezza,la Baldassarre, la Dell’Olio,la De Amicis, che ultimamente hanno subito furti e atti vandalici da parte di qualche ragazzino che probabilmente la notte non riesce a dormire. Gli strumenti didattici  già scarseggiano e i furti non aiutano le strutture scolastiche. Ah se poi tu riesci a “beccarli” dall’alto,io una bella lezioncina come regalo di Natale gliela farei!

Porta via le lamentele perché ultimamente ne stiamo leggendo e sentendo molte: “Ah ma le luminarie chissà quanto sono costate!”, “Ah ma il sindaco non poteva spendere i soldi per altri problemi” e “Se non sono soldi del comune,facciamo pagare ai commercianti le luci?”, “Non ci si ricorda di Trani solo a Natale e il resto dell’anno?, “Ma fa freddo e in villa i  bambini non possono congelare”. Eh si,caro Babbo, siamo arrivati anche a dire questo! A parte che siamo a Dicembre e che le temperature basse sono anche normali (ma questi sono dettagli) ma ragionando così,dovremmo chiuderci tutto l’inverno in casa? Oppure per il prossimo anno facciamo installare le luminarie direttamente nei portoni dei condomini così si può scendere anche in pigiama per vederle. Ma siamo giunti davvero  a lamentarci per ogni cosa,pronti a dare sempre la colpa al sindaco ? Pronti a giudicare,criticare,reclamare e a volte anche insultare quando basterebbe apprezzare ogni tanto i tentativi di coloro che stanno cercando di migliorare la nostra città o almeno riconoscere che ci stanno provando perché sinceramente,io,da poco diciannovenne,non ho mai visto Trani così bella durante le feste natalizie.

Vorrei  posti di lavoro per i genitori che non riescono a mantenere le loro famiglie,a garantire un futuro ai loro figli, che si sentono umiliati perché perdere il lavoro significa perdere la dignità. La loro disperazione a volte porta a compiere atti estremi ma il suicidio non deve essere una soluzione,non deve! Non voglio sentire,leggere  storie di uomini che si sono tolti la vita,come alcuni cittadini della mia città, perché nel 2016 queste cose non dovrebbero succedere. Un lavoro ai giovani e a coloro che hanno studiato per raggiungere un traguardo, regala a loro una piccola speranza e un po’ di fiducia nel nostro Paese,se puoi Babbo,senza farti vedere, nascondi anche le loro valigie se no da qui scappano tutti.

Vorrei anche qualche misura di sicurezza in più per Trani, mandaci qualche tua guardia del corpo,Babbo,aiutaci a trovare una soluzione perché i provvedimenti che dovevano essere attuati,sembrano non bastare, tra ladri di scuole,risse per le strade, rapine negli appartamenti,furti di macchine e spari contro i commercianti ,in questa città non si può più stare tranquilli.

Ah caro Babbo, se poi ti avanza qualche soldino,porta i fari allo stadio,non che sia una mia priorità (anche perché da fedele pattinatrice nella mia città vorrei sicuramente strutture sportive di altro tipo) ma siamo stufi di trovare commenti sotto ogni articolo dei portali web locali “Ma i fari allo stadio?”. Secondo te,queste persone avranno capito che a Trani ci sono problemi molto più gravi?

Visto che i fondi saranno sicuramente finiti, io mi accontento anche se ogni tanto quei commenti riesci a cancellarli.

Infine Babbo ringrazia,da parte mia,coloro che si stanno adoperando per regalare un bel Natale anche ai meno fortunati,come l’OER che ha raccolto i giocattoli per i bambini dell’ospedale Pediatrico di Bari,il ristorante che ha deciso di offrire la cena natalizia ai più bisognosi,le chiese e le associazioni che stanno organizzando attività di volontariato perché è Natale per tutti!

Non dimenticare di portare a tutti i cittadini tranesi e ai lettori di TraniRonco i miei più cari auguri di buone feste. A loro auguro che la felicità bussi alla porta,un amico ritrovato,un ti voglio bene di un figlio, una carezza di un padre, l’abbraccio di chi si ama,il pensiero per chi non c’è più ma non è mai andato via, l’affetto di una famiglia unita,il sorriso di chi si rialza più forte di prima e ogni forma di amore perché in questo mondo è l’unica cosa che ci può ancora salvare. Almeno a Natale fermiamo le lamentele,le insoddisfazioni e le amarezze e regaliamoci la felicità,che tutti,nessun escluso,ci meritiamo.

Grazie per la tua pazienza Babbo,

Con affetto,Mariarosa.

PS: Porta qualche sufficienza per le pagelle del prof. Ronco, a Natale si è tutti più buoni!

IL SINISTRO MANCINO

dtovsa

REFERENDIAMOCI

 

Il 4 Dicembre, noi italiani saremo chiamati alle urne per il Referendum Costituzionale. Basta apporre una croce sul SI nel caso in cui si è favorevoli alla riforma costituzionale e sul NO nel caso in cui si è contrari a tale riforma.

Non voglio utilizzare questo Blog per fare propaganda, chi mi conosce sa qual è il mio pensiero e dove apporrò la croce, invece, mi preme fare un’accurata riflessione con voi.

Questi giorni, ne ho sentite e viste di tutti i colori. Giornali esteri che si schierano da una parte e dall’altra dando lezioni di diritto costituzionale, attrici italiane che vogliono imitare Madonna, personalismi del Referendum che invece riguarda tutti noi, l’utilizzo dell’immagine di Totti, bufale, etc.

A questo vanno aggiunti i pochi manifesti e i pochissimi comizi.

Recentemente, sul sito Repubblica.it ho visto cortometraggio dal nome Kafèè!!11!!, di due ragazzi Giacomo Mazzariol e Tommaso Proverbio i quali simulano una conversazione tra amici davanti ad un caffè riassumendo le frasi sul voto, che vanno per la maggiore.

Devo dire che il video mi ha stupito; è quello che sta accadendo veramente in questi giorni. Vi invito a vederlo.

Ecco il link: http://video.repubblica.it/dossier/referendum-costituzionale/referendum-tutti-i-luoghi-comuni-se-vai-a-votare-informati-davvero/260867/261189?ref=fbpr

Ormai ci sono frasi standard che la gente dice senza informarsi o perlomeno senza farlo in prima persona.

Il mio appello è quello di informarsi davvero e dopo averlo fatto, di andare a votare.

Un Referendum come questo in cui c’è in gioco la costituzione, non può decretare ancora una volta la vittoria del PARTITO DEGLI ASTENUTI.

Il 4 Dicembre, armiamoci di santa pazienza, non facciamoci intimorire dal meteo e andiamo a votare.

NB: Scusate per la mia assenza prolungata. Alla prossima e buona lettura.